05 dic 2011

Champagne Robert Barbichon

 La Senna scorre non lontano da qui, poche centinaia di metri, calma e placida come uno non si aspetta, soprattutto per il fatto che da queste parti è molto piccola, sicuramente più piccola di com'è a Parigi.
Rimane comunque bellissima, salici piangenti sulle rive, il suono tenue e rilassante dell'acqua che scorre in una bella giornata di sole, la cornice perfetta per una degustazione di champagne.
Avevamo già parlato in precedenza di come durante gli ultimi viaggi in Francia avessimo notato l'avanzamento di una nuova generazione di vignerons accanto alla "vecchia guardia". Sia ben chiaro che le cose fortunatamente non sono in contrapposizione come si potrebbe pensare. Non ci sono modernisti e conservatori, o altre categorizzazioni del genere. Quello che abbiamo sentito è più un'energia che viene dal basso, da giovani che hanno già alle spalle un numero consistente di vendemmie accanto ai genitori, e sicuramente una maggiore sensibilità verso il rapporto con l'ambiente e al loro territorio. I "grandi vecchi" sono ancora in corsa, e restano fondamentali e ancora capaci di cose superbe, ma è bello vedere come questi siano anche in grado di cedere mano a mano il loro sapere e le loro conoscenze alle nuove leve senza troppe inimicizie o egoismi. Certo non voglio dipingere la Champagne e i vignerons come un'oasi d'amore e amicizia fraterna, ma molto spesso è quello che succede. Per esempio i fratelli Barbichon, terza generazione di vignerons a Gyé sur Seine, hanno prima fatto esperienza con il padre Robert, in seguito hanno fatto un seminario sulla biodinamica da Fleury, che rimane uno dei pionieri della biodinamica nella Champagne ed è sempre molto attivo nel voler  formare altri produttori e sensibilizzarli ad una nuova "pratica", dopodichè hanno intrapreso la loro strada sempre sotto la guida del padre ma avendo un ampio spazio di manovra che si sta riflettendo nei loro champagne. Abbiamo avuto il piacere di visitarli due volte,  la prima volta sono stati una sorpresa e la seconda abbiamo confermato una crescita che ci è parsa essere in linea con le aspettative. Senza dimenticarci che siamo nell'Aube, una regione ricca di storia vinicola che ultimamente però non ha avuto l'attenzione che secondo noi meriterebbe, anche a fronte dei nomi di certi produttori come Vouette e Sorbée, Marie Courtin, Lassaigne, Fleury, Piollot, tanto per citarne solo alcuni che però rendono l'idea dello spessore della zona.
Tornando ai fratelli Barbichon, mentre il loro lavoro di conversione continua da due anni nell'ultima visita abbiamo notato come i lavori nella cantina siano proseguiti con costanza, creando un ambiente il più possibile rispettoso dei frutti che poi saranno al suo interno e funzionale per permettere al lavoro di essere svolto con altrettanta perizia. Ecco cosa abbiamo degustato:
-Extra Brut "Supreme": Blanc de Blanc, base 2007, al naso mela verde, la nota fruttata progredisce in polpa di frutta gialla, note tropicali, con accanto delle note erbacee a donare freschezza, ma mantenendo una sensazione calda e avvolgente. In bocca è sapido, la sensazione fruttata è coerente e ben presente insieme ad una acidità corretta, lieve sensazione grassa, bella progressione fino alla fine.
-Brut "Supreme": Stesso uvaggio, base 2007 ma degorgiato due mesi prima. La mineralità e le note floreali sono la prima cosa che colpiscono l'olfatto, dei lievi accenni salmastri introducono aromi fruttati dai toni dolci e caldi. In bocca la sapidità è notevole, una bollicina molto fine dona una bella scorrevolezza e un finale lungo.
-Brut "Reserve": 100% Pinot Noir, assemblaggio di 2005/2006/2007. Colpiscono la frutta matura, con la pera in evidenza, degli accenni esotici, poi il bel floreale, anche piccoli frutti rossi, buccia di pesca, una bella mineralità. In bocca è di bella sostanza, morbido, una mineralità ben presente, toni agrumati e leggermente salini per un finale che torna minerale, bella distensione in lunghezza.
-Brut "Tradition": 100% Pinot Noir, base 2008. Il naso è intrigante, fiori gialli e frutta, fresco e croccante, in bocca pesca, frutta a polpa gialla, note di frutta matura. In bocca si ripresenta la frutta matura, con una bella acidità, per un vino dritto e ben eseguito.
-Rosè de Saignée: 100% Pinot Noir, base 2008. Un de saignèe ottenuto da 2/3 giorni di macerazione, il naso è fresco, con la frutta rossa, le spezie e una nota erbacea, l'arancia rossa, la cannella, il rababrbaro. In bocca è pieno, con una buona acidità a sorreggere una linea fruttata sempre presente che accompagna al finale lungo e pulito.
Sicuramente uno champagne nuovo e con grande margine di miglioramento, ma già sulla strada giusta e con un gran lavoro alle spalle. Oltre che per provarlo al bicchiere qui da noi, pensateci per un regalo di natale.....
Buona beva!

01 dic 2011

I REGALI DI NATALE DA REMIGIO 
ANCHE LA DOMENICA!

E' inutile che facciamo finta di niente, Natale è arrivato ed è tempo di regali. Anche quest'anno abbiamo voluto selezionare dei prodotti che possano far sì che le vostre festività natalizie siano speciali.
In realtà abbiamo voluto concentrarci su poche cose ma secondo noi ottime come il panettone di Pepe, in una elegante confezione rigida che fa da regalo a sè, oppure i cremini, i tartufi e i gianduiotti di Guido Castagna, che produce anche due creme spalmabili alla gianduia e alla nocciola dall'altissimo rischio di dipendenza!
E ancora il classico torrone di Borrillo o il Pandoro o la Sbrisolada di Perbellini. Ovviamente il tutto si può accompagnare ad una bottiglia di vino o di champagne in confezione regalo. E fino a Natale potrete anche passare a fare i vostri acquisti a cominciare da Domenica 4 Dicembre, fino al 24 praticamente sempre aperti!
Vi aspettiamo!
per info 
www.remigio.eu
info@remigio.eu
06789228
via di santa maria ausiliatrice 15

24 nov 2011

Presentazione della guida
"Le Migliori 99 Maison di Champagne"


 Segnatevi questa data: 30 Novembre 2011. Ore 20 e 30

L'editore Luca Burei della casa editrice Edizioni Estemporanee, che pubblica la guida "Le 99 Migliori Maison di Champagne" sarà con noi e ci presenterà il risultato di questi ultimi due anni di degustazioni, alle quali abbiamo partecipato anche noi e che ci darà qualche informazione in più riguardo ai contenuti della guida.
Ma visto che non siamo adatti a certi formalismi abbiamo pensato innanzitutto di allietare la serata con la porchetta di Vito Bernabei di Marino e inserire sempre per la serata 10 champagne in mescita, tutti presenti nella guida se qualcuno volesse curiosare tra le pagine.
Abbiamo anche pensato di applicare per la serata uno sconto del 15% su tutto, sia per chi volesse bere solo un bicchiere sia per chi volesse acquistare una bottiglia, e per la guida invece un prezzo fisso di 14,50 invece di 16,90. 
Una serata piacevole per stare in compagnia e fare quattro chiacchere sulle nostre amate bollicine.
Vi aspettiamo allora mercoledì 30 Novembre, e se non ce la fate per le 20e30 tranquilli.....qui si andrà per le lunghe!


17 ott 2011


 Domaine Fanny Sabre
La borgogna naturale da bere oggi!

 
Fanny Sabre è una giovane produttrice con sede nel centro della cittadina di Beaune, ma si è già ritagliata uno spazio importante tra i produttori più importanti della borgogna.
Fare vino non è stato per lei il primo pensiero. Ha prima studiato legge, ma dopo la scomparsa del padre ha dovuto prendere in mano l'azienda, e prima con l'aiuto di Philippe Pacalet, e poi da sola, ha scoperto un talento e una dedizione al lavoro che era del padre che l'ha portata ad essere uno dei nomi più interessanti della zona. In effetti fa praticamente tutto da sola, dal seguire i vari vigneti che totalizzano circa 4 ettari e mezzo, dalla potatura  fino alla vinificazione e l'imbottigliamento nella piccola cantina. Il lavoro con Pacalet l'ha portata ad un cambiamento della filosofia di conduzione delle vigne e della cantina rispetto al tempo in cui il padre faceva il vino, passando alla biodinamica e scegliendo di vinificare le varie parcelle in modo separato,  usando i lieviti indigeni e cambiando addirittura la pressa con cui lavora per avere un impatto più soffice sui grappoli, vinificazioni e affinamento in legno cercando sempre la massima espressività dei differenti climats, solforosa minima all'imbottigliamento.
Fanny Sabre produce così 3 differenti tipi di Beaune 1reCru, Volnay, Pommard, Savigny e due Bourgogne base e altri vini. Noi avevamo già lavorato i vini del Domaine Sabre, e ci sono piaciuti tutti (il Beaune 1reCru Chouacheux è quello che ci ha entusiasmato di più), li abbiamo sempre trovati con una personalità mai banale, espressisvi, con una bevibilità fantastica, complessi e non complicati.
Quest'anno abbiamo deciso di ampliare la gamma delle referenze, un paio sono già sulla lavagna della mescita, gli altri lo saranno a rotazione, vi aspettiamo quindi per provarli e vedere se confermare il giudizio positivo che avevamo dato agli altri vini.
Buona beva!

Bourgogne Rouge 2010
Bourgogne Blanc 2010
Bourgogne Aligotè 2010
Savigny Les Beaune Rouge  2009
Savigny Les Beaune Blanc 2009
Pommard V.V. 2007
Pommard 1reCru "Charmots" 2009
Beaune 1reCru  "Vignes Franches" 2009
Beaune 1reCru "Chouacheux" 2009
Meursault "Sous La Velle" 2009
Meursault 1reCru "Charmes" 2009

14 ott 2011



"Le Migliori 99 Maison di Champagne"




 Il mondo degli champagne si va sempre più diffondendo in Italia grazie al lavoro di tanti appassionati ed operatori del settore, non per ultimi i clienti e gli amanti delle bollicine in generale, destinatari di tutto il lavoro di ricerca che viene svolto e diffuso. Proprio un gruppo di appassionati ha dato vita negli ultimi 3 anni all'unica guida italiana sullo champagne,premiata quest'anno a Parigi alla fiera dell'editoria enogastronomica, e che vedrà la luce tra poco meno di 3 settimane per la terza edizione. 
L'equipe di degustazione è formata da personaggi dalle attività e dalle personalità del tutto eterogenee, accomunati dalla passione per le bolle d'oltralpe. Una guida, per usare le parole dell'editore Luca Burei, fuori dagli schemi, indipendente e alla ricerca di un più autentico rapporto col vino. 
Solamente per darvi alcuni numeri vi posso dire che gli champagne degustati sono stati 544, le maison descritte sono 148 e sono 260 i locali indicati dove andare a soddisfare la vostra curiosità.
La guida è già disponibile per chi la volesse acquistare on line con spedizione a casa dal 26 di ottobre al prezzo promozionale di 14,90 invece di 16,50 sul sito della casa editrice Edizioni Estemporanee, nel quale se vi interessano potrete trovare anche le altre pubblicazioni relative agli champagne della collana La Terra e la Passione. 
Noi ve la consigliamo sicuramente, perchè conosciamo le persone che l'hanno fatta e ci fidiamo di loro, abbiamo assaggiato e bevuto insieme a loro, e sappiamo che hanno lavorato con impegno ad un progetto che consideriamo importante e stimolante per tutti, e ci auguriamo che possa andare avanti ancora per molto, per far sì che il "nostro" mondo delle bollicine risulti sempre più completo. 
Buona lettura!
 

08 ott 2011

 L'autunno arriva,  
e porta i vini di MONTIRIUS!

 Allora, non so voi, ma per quanto anche a noi piaccia il sole ci  sembra che sia arrivato il momento di un pò di aria fresca, almeno qui a Roma. E a proposito di cambiamenti climatici, l'altra settimana siamo stati in giro nella Champagne per il nostro usuale tour di ricerca e selezione, di cui parleremo in futuro, e le temperature erano incredibilmete alte, con punte anche di 29 gradi nella prima settimana di ottobre! Ora almeno da un paio di giorni qui è arrivato il fresco, e giusto in tempo per questo cambio di stagione è arrivata una novità, ma dal fronte vinicolo francese. Stiamo parlando dei vini della Cote du Rhone dell'azienda Montirius, che viene condotta con maestria da Eric e Christine Saurel  in regime biodinamico dal 1999.

 Siamo nel comune di Vacqueyras, piccola denominazione nel dipartimento della Vaucluse, dove sono i vigneti più importanti, insieme ad altri nel comune di Gigondas, che insieme producuno vini ricchi e di grande personalità, senza l'uso del legno e nel rispetto dell'ambiente.
Una gamma che si è ampliata dalla volta scorsa, arricchendosi dei due Vin de Pays che l'azienda produce, Les Violettes e Le Cadet, , il primo un Sirah in purezza e l'altro un blend di Syrah e Grenache e una piccola percentuale di Cinsault, che ci hanno stupito per la loro piacevolezza e bevibilità, facili ma con classe ed eleganza. E' tornato anche il Mineràl, il bianco che l'azienda produce in una zona classicamente vocata ai rossi, ma che riesce a produrre questo vino dallo straordinario carattere e riconiscibilità, un naso intrigante di miele e spezie, frutta a polpa gialla matura, agrumi, e una bocca ricca e strutturata con un finale lungo e affascinante, fuori dagli schemi. Un pò più invernali ma sempre piacevolissimi i loro due vini di punta, il Garrugues e Le Clos, ricchi, morbidi e speziati.
Dal loro sito, che consiglio per essere molto ben fatto, esaustivo e ricco di informazioni riguardo alla biodinamica e le operazioni che vengono effettuate in azienda, potrete dare un'occhiata anche a tutti i premi e riconoscimenti che questi vini hanno avuto, giusto per confermare che non sono piaciuti molto solo a noi! E comunque come sempre vi aspettiamo per provare insieme un bicchiere, magari per assestare questo lento cambio di stagione. Buona beva!

19 set 2011


Nuovi arrivi e vecchie conferme,
il quintetto d'autunno da Remigio!
 Avevamo lasciato in sospeso l'aggiornamento dei nuovi arrivi dopo le vacanze estive per dare tempo a Voi tutti di tornare alle vostre attività e a Noi per sistemare definitivamente le questioni burocratiche ma eccoci di nuovo qui, a comunicarvi non uno ma ben 5 nuovi arrivi, tra cui una new entry e 4 vecchie conoscenze, che piacciono a noi ma evidentemente anche a voi vista la velocità con cui finiamo tutto.
Robert Piollot è l'ultimo nuovo arrivato, viene dall'Aube, dal comune di Polisot, è biodinamico e preferisce il Pinot Nero e lo Chardonnay per le sue cuvèe, tra cui vi segnalo il Brut Reserve per l'ottimo rapporto qualità prezzo e il suo Rosè de Saignee Extra Brut, intrigante e inusuale, assolutamente da provare.
Le conferme ci riportano invece a Pascal Mazet, da Chigny Les Roses, Mallol Gantois, Chardonnay della Cote de Blancs dal comune Gran Cru di Cramant, Jean Pierre Legret, solido e materico produttore di Talus Saint Prix e Champagne Marguet, direttamente da Ambonnay, tra i futuri grandissimi della denominazione.
Molti sono già stati messi in mescita e gli altri sono sullo scaffale, detto questo non ci dilungheremo in chiacchere, vi aspettiamo per assaggiarli insieme. 
Buona Beva!

12 ago 2011



Noi andiamo in ferie, ci rivediamo il 29. 
Buone vacanze a tutti!

07 mag 2011

Pascal Mazet
Stile e sostanza della Montagne de Reims 


E' da tempo che volevamo parlarvi di questo piccolo produttore il cui stile, e di pari passo i suoi champagne, ci sta particolarmente a cuore. Pascal Mazet e la moglie sono innanzitutto due persone gentilissime, sempre sorridenti, dai modi pacati e dallo sguardo vivo, due persone umili che realmente vivono la vigna e il lavoro in cantina in modo appassionato curando al meglio ogni fase della produzione.
Personalmente sono stato colpito dall'idea prima, e dalla certezza poi, di trovarmi di fronte due veri e seri lavoratori il che mi ha fatto apprezzare ancora di più uno champagne che già era entrato a far parte dei miei preferiti da tempo. Poi li ho anche assaggiati nella loro meravigliosa cantina, a cui si accede da una botola a due ante posta a terra, e dopo essere scesi di almeno 7-8 metri ci si trova in una serie di corridoi e cunicoli scavati nel gesso da generazioni prima di loro, particolarmente freddi, pieni di bottiglie stipate ovunque, per arrivare ad una "saletta", ma più che altro una cripta, con una intera parete di gesso a vivo. Stupenda.
Pascal Mazet è al momento in fase di conversione biologica, ma fino ad ora ha sempre portato avanti un tipo di agricoltura ragionata, intervenendo cioè il meno possibile, solo in caso di bisogno, e con il minimo quantitativo di prodotto possibile. Con questo sistema coltiva nel comune di Chigny Les Roses tutti e tre i vitigni, con una piccola parte di vigne ad Ambonnay e Ludes. La prevalenza è comunque delle uve a bacca nera, che poi vinifica e affina in legno lasciando che invecchino  per poi creare personalmente le cuvèe.
Il suo stile è infatti particolarmente incentrato sui vin de reserve, che utilizza in percentuali importanti, come nel Grande Reserve, che contiene il 45% di vino di riserva e il rimanente dalle annate 95 e 96. O  l'Extra Brut, che è composto con i vini del 2001 e 2002 e passa 8 anni sui lieviti, il che lo rende particolarmente complesso ed interessante. Non di meno sono il suo Carte d'Or, prodotto da vigne vecchie 50 anni e prodoto con i vini del '98, del '99 e del 2000.O proprio il brut base, particolarmente ricco e minerale, con note di frutta rossa e leggermente speziato, uno champagne da tutto pasto, e  il suo Demi-Sec, piacevolissimo e beverino. Insomma un atteso e graditissimo ritorno qui da Remigio, e se non credete a quello che vi ho detto....verificate da voi no?
Buona beva!

26 apr 2011

 Viaggio nella Champagne
  Tra maison antiche e giovani produttori

La considerazione maggiore che possiamo fare al ritorno da questo viaggio nella Champagne, è che esiste oramai una nuova e giovane generazione di produttori, che sta proponendo, con molto successo, dei vini  che sono il  frutto ed espressione del rispettivo terroir, legati alle tradizioni ma con una visione moderna e dinamica.
E' stato un piacere conoscere di persona e assaggiare gli champagne di Chartogne-Taillet, quelli di Bereche, di Tarlant, di Horiot, Goutorbe, Couche e di tanti altri ancora.
Età media 35 anni, generazioni di vignerons alle spalle, anima contadina ma in un mondo moderno e tecnologico, che oramai impugnano le redini delle loro maison con professionalità e passione, con grande attenzione per l'ambiente, che non cercano l'omologazione ma anzi esaltano le proprie diversità.

  Il breve soggiorno in terra d'oltralpe è stata anche l'occasione per salutare un mito per noi appassionati, nascosto dal mondo in quel di Ambonnay, dove ci ha "demolito" di primo mattino con alcuni pezzi formidabili. Sto parlando di Jacques Beaufort, che ci ha attrezzato una batteria da 12 assaggi alle 10 di mattina, con alcune cose (io poi direi tutte), veramente monumentali, come il '99, il '96, e il '96 demi sec di Polisy, per finire con un Rosè de Saignèe Doux che ho descritto nelle mie note solamente come:  Spettacolare!
Un'altra cosa emozionante è stata la visita dai signori Fallet-Prevostat, nel villaggio di Avize, con annessa visita alla cantina. Un grande tesoro nascosto in decine di cunicoli dove era difficile passare se non di lato, completamente circondati da bottiglie, una cosa davvero particolare, come il furgoncino Citroen degli anni '50 ancora in perfetto stato che viene usato regolarmente ad ogni vendemmia. Un blanc de blanc buonissimo quello prodotto dai coniugi Fallet, strutturato ed elegante, setoso, grande freschezza con un utilizzo del legno sapiente e bilanciato. Versato poi dalla mano della molto anziana signora Fallet ha acquisito un significato decisamente diverso, riflettendo sulla sua vita e quella del marito Michel,  perennemente a contatto con la vigna e poco col mol mondo esterno, nessuna insegna fuori della porta, una grande riservatezza e umiltà di vignerons che rischiano di non vedere portati avanti i loro sforzi. Speriamo tanto non sia così.
L'ultima sosta prima di partire è stata invece da una grande Maison, Louis Roederer,  grande in termini di numero di bottiglie prodotte e grande anche per lo spessore del suo nome. Negociant-Manipulant, 214 ettari vitati di proprietà sparsi per i migliori comuni della regione, molti dei quali stanno vivendo il passaggio ad una agricoltura biologica o biodinamica, una storia importante che comincia nel 1760 ed oggi rimane tra i nomi che si usano come sinonimo di grandi champagne. Una visita interessantissima in un impianto moderno, che però non dimentica la storia che ha attraversato la maison, in cui il Cristal, il suo prodotto di punta, riposa 6 anni sui lieviti, e già dal colore giallo dorato e dal finissimo perlage fa presagire un fascino che stimolerà l'olfatto e il palato. Abbiamo degustato l'ultimo uscito dalle cantine, il 2004, che si è espresso con una elegantissima speziatura, pasticceria, grande freschezza, per poi arrivare in bocca a mostrare la stoffa del fuoriclasse, con una cremosità e un gusto stupendi, acidità millimetrica, voluttuoso, complesso, un grande champagne davvero.
Salutando lo Chef des Vignes di Roederer ci siamo rimessi in macchina per tornare a casa, riattraversando le vigne intervallate dal giallo dei campi di colza, e poi giù verso la borgogna, guidando verso Roma, parlando delle cose che faremo non appena potremo tornare, la prossima volta.

31 mar 2011

Domaine Chavy-Chouet
Primizie di Borgogna
Vi avevamo già parlato  in una bellissima serata organizzata qui da Remigio, di questa cantina condotta da Romaric Chavy, figlio di Hubert Chavy, settima generazione di viticoltori nel territorio di Mersault e Puligny Montrachet. I nuovi arrivi sono il Bourgone Blanc "Les Femelottes" 2010, che molti hanno apprezzato durante lo scorso anno, e la novità assoluta che è il Bourgogne Rouge "La Taupe" 2010, un rosso ottenuto da uve coltivate nel comune di Pommard da vecchie vigne dalla bassissima resa. Vi aspettiamo in questo bellissimo inizio di primavera romana ad assaggiarli insieme a noi.


29 mar 2011

Champagne Jean Pierre Legret

Il piccolo villaggio di Talus Saint Prix, nella valle della Marna, è dove risiede Jean Pierre Legret. La sua famiglia ha lavorato per generazioni a contatto con le viti, ma sono stati i genitori di Jean Pierre ad affittare prima, e ad acquistare poi, le vigne che ora sono parte della proprietà. I signori Legret hanno cominciato da zero, reimpiantando la maggior parte delle viti dei 3 ettari che sono nel villaggio, acquistando un altro ettaro e mezzo nel villaggio di Sezanne e un altro mezzo ettaro a Barbonne. Jean Pierre intanto concludeva i suoi studi in enologia, per poi tornare nella proprietà di famiglia dopo esperienze di lavoro da altri produttori. Le vigne di Talus Saint Prix hanno una completa esposizione a sud, ed insieme al terreno argilloso e  particolarmente ricco di limo fanno sì che le uve a bacca nera siano quelle che qui rendono meglio, mentre nei due villaggi più a sud in direzione della Cote de Blancs è lo chardonnay che esprime al meglio il suo potenziale.
Vigneron Independant, Jean Pierre Legret produce champagne estremamente interessanti, beverini, per uno stile che cerca la materia e allo stesso tempo una giusta freschezza, riuscendo a creare delle cuvèe mai banali e ricche di personalità, cosa che gli ha già deputato numerosi premi internazionali.

26 mar 2011

Champagne Vincent Bliard


Terza generazione di "vigneron", 4,5 ettari coltivati secondo il metodo bio dal 1970, 25.000 bottiglie prodotte nel villaggio che fu dimora e fucina di innovazione del monaco più conosciuto dal mondo vitivinicolo.
Solo alcuni numeri che riguardano Vincent Bliard, Recoltant Manipulant nel village di Hautvillers, a nord di Epernay, cuore pulsante della produzione champenoise. La famiglia Bliard è qui da molto tempo, ma il nonno di Vincent negli anni '70 decide, in maniera autonoma e del tutto pioneristica per il periodo, di seguire un metodo di coltura della vigna che non facesse nessun tipo di uso di prodotti di sintesi, affidandosi solo a metodi naturali come quelli che, per lui, si usavano tempo prima. Acquisisce la certificazione Ecocert, per cui nessun prodotto di deriva animale verrà d'ora in poi usato per procedimenti di cantina, utilizza solo rame, zolfo e alcuni tipi di alghe per gli eventuali interventi in vigna e solamente se si rendono necessari, e mette quindi le radici(sane) a quella che oggi è un'azienda a conduzione familiare ma dallo spessore di una grande maison.

 Abbiamo incontrato Vincent Bliard e sua moglie pochi giorni fa a Roma, e al di là del fatto che è simpaticissimo e particolarmente solare (in più è un grande rockabilly con la passione per Johnny Cash!!) , gli abbiamo più volte fatto i complimenti per quello che, a nostro avviso, è uno degli champagne più interessanti e promettenti degli ultimi anni. Il Carte Noir ha profumi di pane tostato, frutta secca, leggermente mandorlato, il naso è fresco e fragrante, in bocca è deciso e ben equilibrato, ampio, gratificante! Il suo rosè è uno dei nostri preferiti, piccoli frutti rossi, caramelle, una leggera speziatura, erbe aromatiche, in bocca entra morbido per poi distendersi con classe e una persistenza favolosa. Per non parlare poi della sue cuvèe Prestige, che rimane 5 anni sui lieviti, o la cuvèe Excellence, che passa 7 anni sui lieviti ed è uno champagne dalla straordinaria ossatura ed eleganza. Insomma, un vero fuoriclasse che riesce a emozionare con uno stile solido e caratteristico, e al quale diciamo "chapeau" ancora una volta, fino alla prossima bottiglia.
 I Morgon di Jean Foillard
L'altra faccia del Beaujolais

 Dopo un anno di attesa, in cui possiamo dire di aver capito che ai produttori francesi piace che gli sia fatta la corte,finalmente possiamo raccontarvi di una perla della zona del Beaujolais, il Morgon di Jean Foillard.
La piccola ma florida e produttiva  zona che si estende a nord di Lione e a sud di Macon è compresa nel dipartimento del Rodano e in minima parte in quello di Saone et Loire, al limite del massiccio centrale ad oriente mentre discende verso la Loira nella parte occidentale.
Jean Foillard vive e lavora a Villié Morgon, dove possiede circa 11 ettari totali che ha aquisito nel tempo dopo aver lavorato nell'azienda di famiglia, recuperando e restaurando una proprietà in decadenza nel 1982, e cominciando a lavorare senza l'ausilio di prodotti chimici e con un approccio più "pulito" nella conduzione della vigna e nella vinificazione dal 1985.




Ora è uno dei punti di riferimento non solo nella zona, dove ha contribuito a rilanciare e valorizzare un terroir ricco di sorprese e di realtà qualitativamente importanti, ma anche all'estero dove il suo vino viene esportato e considerato un modello per chi cerca nei vini cosiddetti "naturali" quel carattere e quell'identità del territorio che gli sono propri. I vini che Foillard produce sono il frutto di un unico vitigno, il Gamay, ma che differenzia vinificando separatamente le parcelle di "Corcelette", di "Cote du Py" e di "Fleurie". Il suo Morgon Classique è l'unico in cui utilizza vini provenienti da parcelle diverse e meno interessanti e la cuvèe "3.14" proviene invece da vigne di almeno 80 anni nel vigneto "Cote du Py". La vinificazione che Foillard porta avanti è quella tradizionale della zona del Beaujolais, adottando allo stesso tempo tutte le modifiche che lo rendono speciale. Raccolta rigorosamente a mano, maturazione completa dei grappoli che una volta raccolti in piccole ceste da 40 kg. passano in vasche di cemento in una sala refrigerata, dove la bassa temperatura rallenta i batteri ma non i lieviti, rigorosamente indigeni. Una volta completata questa fase parte la macerazione carbonica, nella quale si assiste alla "mortificazione" dei grappoli, ossia il colore e le componenti polifenoliche passano dalla buccia alla polpa, bianca in un primo momento, fino a che si colora, in una fase che può durare anche 30 giorni, e producendo appunto CO2. I grappoli quindi passano alla pressatura lenta e alla fermentazione alcolica. I rimontaggi  che seguono sono solo sulle fecce fini, mentre quelle più grandi vengono lasciate in fondo alle vasche,  con un sistema che sfrutta sempre la gravità per essere sempre "dolci" con il vino, dopodichè il contenuto passa in legno fino al momento di imbottigliare. Quest'ultimo passaggio è l'unico in cui c'è un piccolissimo apporto di solforosa.

I vini che Jean Foillard produce sono morbidi, fruttati, piacevoli e persistenti come il Morgon "Classique" 2009, minerali, strutturati e speziati come nel "Cote du Py" 2009, intensi, eleganti e persistenti come nel "Corcelette" 2008, tutti uniti dal filo conduttore della piacevolezza e della facilità di una beva intrigante e sorprendente.
Vi aspettiamo da Remigio per un bicchiere o una bottiglia in compagnia!

03 gen 2011

Auguri di un felice 2011
Auguri di un felice 2011, a tutti quelli che ci hanno accompagnato finora e quelli che speriamo lo faranno in seguito. Alcuni sono in questa foto ma ne mancano moltissimi altri, che in questo 2010 sono stati insieme a noi e ci hanno dato le giuste motivazioni per continuare a fare sempre meglio.
Il nostro bilancio è sicuramente positivo. Abbiamo continuato ad offrire quella che crediamo sia una proposta intelligente e ragionata, nonchè competitiva, mantenendo la nostra curiosità e lo spirito di ricerca e selezione che finora abbiamo portato avanti.
Abbiamo fatto un meraviglioso viaggio in Francia, aumentando il numero degli champagne e dei produttori conosciuti, e consolidando rapporti con quelli visti in passato, tutti portatori di bellissime storie di vita vissuta tra i filari che amiamo raccontare ogni volta che si può, perchè una bottiglia  bevuta così ci regala altre bellissime sensazioni che vanno apprezzate.
Le persone che vengono da noi ormai non sono più clienti, ma amici di cui sappiamo il nome, che condividono con noi un percorso che speriamo vada avanti ancora per molto, perchè a noi piace quello che facciamo, ma ancora di più ci piace condeviderlo con gli amici.
Per questo vogliamo ringraziare tutti, e dire che stiamo lavorando affinchè questo "piccolo" locale diventi sempre più grande.
Grazie a tutti e un felice 2011
Lo staff di Remigio