5 dic 2011

Champagne Robert Barbichon

 La Senna scorre non lontano da qui, poche centinaia di metri, calma e placida come uno non si aspetta, soprattutto per il fatto che da queste parti è molto piccola, sicuramente più piccola di com'è a Parigi.
Rimane comunque bellissima, salici piangenti sulle rive, il suono tenue e rilassante dell'acqua che scorre in una bella giornata di sole, la cornice perfetta per una degustazione di champagne.
Avevamo già parlato in precedenza di come durante gli ultimi viaggi in Francia avessimo notato l'avanzamento di una nuova generazione di vignerons accanto alla "vecchia guardia". Sia ben chiaro che le cose fortunatamente non sono in contrapposizione come si potrebbe pensare. Non ci sono modernisti e conservatori, o altre categorizzazioni del genere. Quello che abbiamo sentito è più un'energia che viene dal basso, da giovani che hanno già alle spalle un numero consistente di vendemmie accanto ai genitori, e sicuramente una maggiore sensibilità verso il rapporto con l'ambiente e al loro territorio. I "grandi vecchi" sono ancora in corsa, e restano fondamentali e ancora capaci di cose superbe, ma è bello vedere come questi siano anche in grado di cedere mano a mano il loro sapere e le loro conoscenze alle nuove leve senza troppe inimicizie o egoismi. Certo non voglio dipingere la Champagne e i vignerons come un'oasi d'amore e amicizia fraterna, ma molto spesso è quello che succede. Per esempio i fratelli Barbichon, terza generazione di vignerons a Gyé sur Seine, hanno prima fatto esperienza con il padre Robert, in seguito hanno fatto un seminario sulla biodinamica da Fleury, che rimane uno dei pionieri della biodinamica nella Champagne ed è sempre molto attivo nel voler  formare altri produttori e sensibilizzarli ad una nuova "pratica", dopodichè hanno intrapreso la loro strada sempre sotto la guida del padre ma avendo un ampio spazio di manovra che si sta riflettendo nei loro champagne. Abbiamo avuto il piacere di visitarli due volte,  la prima volta sono stati una sorpresa e la seconda abbiamo confermato una crescita che ci è parsa essere in linea con le aspettative. Senza dimenticarci che siamo nell'Aube, una regione ricca di storia vinicola che ultimamente però non ha avuto l'attenzione che secondo noi meriterebbe, anche a fronte dei nomi di certi produttori come Vouette e Sorbée, Marie Courtin, Lassaigne, Fleury, Piollot, tanto per citarne solo alcuni che però rendono l'idea dello spessore della zona.
Tornando ai fratelli Barbichon, mentre il loro lavoro di conversione continua da due anni nell'ultima visita abbiamo notato come i lavori nella cantina siano proseguiti con costanza, creando un ambiente il più possibile rispettoso dei frutti che poi saranno al suo interno e funzionale per permettere al lavoro di essere svolto con altrettanta perizia. Ecco cosa abbiamo degustato:
-Extra Brut "Supreme": Blanc de Blanc, base 2007, al naso mela verde, la nota fruttata progredisce in polpa di frutta gialla, note tropicali, con accanto delle note erbacee a donare freschezza, ma mantenendo una sensazione calda e avvolgente. In bocca è sapido, la sensazione fruttata è coerente e ben presente insieme ad una acidità corretta, lieve sensazione grassa, bella progressione fino alla fine.
-Brut "Supreme": Stesso uvaggio, base 2007 ma degorgiato due mesi prima. La mineralità e le note floreali sono la prima cosa che colpiscono l'olfatto, dei lievi accenni salmastri introducono aromi fruttati dai toni dolci e caldi. In bocca la sapidità è notevole, una bollicina molto fine dona una bella scorrevolezza e un finale lungo.
-Brut "Reserve": 100% Pinot Noir, assemblaggio di 2005/2006/2007. Colpiscono la frutta matura, con la pera in evidenza, degli accenni esotici, poi il bel floreale, anche piccoli frutti rossi, buccia di pesca, una bella mineralità. In bocca è di bella sostanza, morbido, una mineralità ben presente, toni agrumati e leggermente salini per un finale che torna minerale, bella distensione in lunghezza.
-Brut "Tradition": 100% Pinot Noir, base 2008. Il naso è intrigante, fiori gialli e frutta, fresco e croccante, in bocca pesca, frutta a polpa gialla, note di frutta matura. In bocca si ripresenta la frutta matura, con una bella acidità, per un vino dritto e ben eseguito.
-Rosè de Saignée: 100% Pinot Noir, base 2008. Un de saignèe ottenuto da 2/3 giorni di macerazione, il naso è fresco, con la frutta rossa, le spezie e una nota erbacea, l'arancia rossa, la cannella, il rababrbaro. In bocca è pieno, con una buona acidità a sorreggere una linea fruttata sempre presente che accompagna al finale lungo e pulito.
Sicuramente uno champagne nuovo e con grande margine di miglioramento, ma già sulla strada giusta e con un gran lavoro alle spalle. Oltre che per provarlo al bicchiere qui da noi, pensateci per un regalo di natale.....
Buona beva!

3 commenti:

  1. Per le modiche cifre di? (In scaffale, I mean...)

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  2. Il base brut tradition 30, l'extra brut supreme 33 e il rosè de saignèe 35.

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  3. Complimenti, ottimo sito!!

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